Lo Spirito del Signore ha riempito l'universo La solennità di questo giorno ci riempie di gioia non soltanto perché riconosciamo la sua importanza, ma anche perché assaporiamo la sua dolcezza. Ciò che essa fa risaltare è l'amore. Ora, non vi è nel linguaggio umano una parola più dolce a udirsi, un sentimento più delizioso da coltivare. Quest'amore non è altro che la bontà di Dio, la sua benevolenza, il suo amore. O piuttosto, Dio in persona è la bontà, la benevolenza, l'amore. E questa bon-tà si identifica al suo Spirito, che è esso stesso Dio. [...] E secondo il disegno di Dio, in prin-cipio, lo Spirito di Dio ha riempito l'universo, «dispiegando la sua forza da un confine al-l'altro del mondo e governando ogni cosa con dolcezza» (Sap 8,1). Ma per quanto riguarda la sua opera di santificazione, è a partire da questo giorno di Pentecoste che lo Spirito del Signore ha riempito l'universo. Poiché è oggi che questo dolce Spirito è stato inviato dal Padre e dal Figlio per santificare ogni creatura secondo un nuovo disegno, un modo nuo-vo, una manifestazione nuova della sua potenza e della sua forza. Certo, in precedenza «lo Spirito non era stato ancora dato, perché Gesù non era stato ancora glorificato» (Gv 7,39). [...] Ma oggi, discendendo dalla dimora celeste, lo Spirito si è dato ai mortali con tutta la sua ricchezza, la sua fecondità. Così questa rugiada divina si stende su tutta la terra, nella diversità dei suoi doni spirituali. Ed è giusto che la pienezza delle sue ricchezze sia discesa dall'alto dei cieli per noi, perché pochi giorni prima, grazie alla generosità della nostra ter-ra, il cielo aveva ricevuto il Signore. La nostra terra non ha mai prodotto nulla di più dolce, di più piacevole, di più delizioso, di più santo. [...] «Lo Spirito di Cristo riempie l'universo, lui che tiene insieme tutti gli esseri, sente tutte le voci» (Sap 1,7). Ovunque lo Spirito agi-sce, ovunque lo Spirito prende la parola. Certamente prima dell'Ascensione lo Spirito fu dato ai discepoli, quando il Signore disse loro: «Ricevete lo Spirito santo» ( Gv 20,23). Ma in nessun modo, prima di Pentecoste, non si udì la voce dello Spirito santo, non si vide ri-splendere la sua potenza. E i discepoli di Cristo non giunsero a conoscerlo; non erano stati ancora riconfermati, la paura li obbligava ancora a nascondersi in una stanza a porte chiu-se. Ma a partire da quel giorno, «la voce del Signore domina le acque, il Dio della gloria scatena il tuono, la voce del Signore spezza i cedri e tutti gridano: Gloria!» (cfr. Sal 28 [29] , 3.5.9). (AELREDO DI RIEVAULX, Omelia sulla settuplice voce dello Spirito 1, in Sermones inediti, a cura di di C.H. Talbot, Roma 1952 pp. 112-114).
sabato 30 maggio 2009
lunedì 25 maggio 2009
Buongiorno ... ogni giorno con amore...
Grande cosa è l'amore. Un bene grande, veramente. Un bene che, solo, rende leggera ogni cosa pesante e sopporta tranquillamente ogni cosa difficile; porta il peso, senza fatica, e rende dolce e gustosa ogni cosa amara. Il nobile amore di Gesù spinge ad operare grandi cose e suscita desideri di sempre maggiore perfezione. L'amore aspira a salire in alto, senza essere trattenuto da alcunché di terreno. Esige di essere libero e staccato da ogni affetto umano, cosicché non abbia ostacoli a scrutare nell'intimo, non subisca impacci per interessi temporali, non sia sopraffatto da alcuna difficoltà. Niente è più dolce dell'amore; niente è più forte, più alto o più grande: niente, né in cielo né in terra, è più colmo di gioia, più completo o più buono: perché l'amore nasce da Dio e soltanto in Dio, al di sopra di tutte le cose create, può trovare riposo. Chi ama vola, corre lietamente; è libero, e non trattenuto da nulla; dà ogni cosa per il tutto, e ha il tutto in ogni cosa, perché trova la sua pace in quell'uno supremo, dal quale discende e proviene tutto ciò che è buono; non guarda a ciò che gli viene donato, ma, al di là dei doni, guarda a colui che dona. Spesso l'amore non conosce misura, in un fervore che oltrepassa ogni confine. L'amore non sente gravezza, non tiene conto della fatica, anela a più di quanto non possa raggiungere, non adduce a scusa la sua insufficienza, perché ritiene che ogni cosa gli sia possibile e facile. Colui che ama può fare ogni cosa, e molte cose compie e manda ad effetto; mentre colui che non ama viene meno e cade. L'amore vigila; anche nel sonno, non s'abbandona; affaticato, non è prostrato; legato, non si lascia costringere; atterrito, non si turba: erompe verso l'alto e procede sicuro, come fiamma viva, come fiaccola ardente.
sabato 23 maggio 2009
Dove possiamo incontrare Dio? Nel guardare il cielo.
venerdì 22 maggio 2009
Non c'è futuro senza solidarietà
Intervistato per la serata speciale di Che tempo che fa, il cardinale Tettamanzi ha dato la sua testimonianza di essere cristiano.La difficoltà dell'essere cristiano oggi, in questo momento di crisi (e non solo economica): oggi che chiamiamo clandestino il nostro prossimo che ha solo avuto la sfortuna di nascere dalla parte sbagliata (o meno fortunata) del mare.Il cardinale parlava di esigenze degli immigrati (come lo siamo stati noi italiani) e di diritti. Della solidarietà che dobbiamo dare e dell'aggressività :«L'aggressività non mi preoccupa più di tanto — anche se non è stata piccola cosa — perché io parto da me stesso, faccio riferimento al Vangelo e alla razionalità, che ci invitano al dialogo, al confronto, all'incontro. L'aggressività è segno di mancanza di impegno a trovare un terreno comune per affrontare i problemi e dare loro una risposta umana».«Penso che, soprattutto la politica, debba senz'altro interessarsi del momento, certo più difficile e delicato dell'emergenza, ma ad essa non può arrestarsi - ha aggiunto il cardinale -. La politica deve partire da progetti grandiosi, e soltanto in questo quadro è possibile allora attivare le diverse forze sociali, culturali istituzionali, di volontariato, religiose, perchè solo in un quadro progettuale è possibile risolvere anche il momento puntuale dell'emergenza».Perchè tutti siamo in realtà debitori di qualcosa, nel passato. Per quello che i nostri genitori ci hanno insegnato, per quello che ci hanno lasciato.Altra parole citata dal cardinale: sobrietà che non significa penitenza, ma moderatezza nei modi. Forse si riferiva ai tanti che si dicono cristiani (o ispirati ai suoi valori) e invece praticano la doppia morale. Tutti gli amministratori, uomini politici, persone che hanno il compito di guida nella nostra comunità.«Non nominare il nome di cristiano invano». Sobrietà e solidarietà: mettere al centro del discorso (di ogni cristiano) la dignità dell'uomo. Che si intreccia con la dignità della famiglia.«Personalmente ritengo che esiste una regola delle regole e una governance delle governance. Perché la regola, in ultima analisi, è una sola, ed è la persona, la dignità della persona, i valori e le esigenze della persona. C'è solo un principio che dobbiamo onorare con fatica, e questo principio è il rimettere al centro l'uomo, la sua dignità. Potrei dire che bisogna avere il coraggio di parlare dell'etica. Dove l'etica non è qualcosa che blocca, o frena, o ostacola, ma al contrario qualcosa che libera, perché ci dà la possibilità di affrontare tutto e sempre in chiave umana e umanizzante».Avere il coraggio di parlare dell'etica. Della persona: nè chiusa nei suoi egoismi, nè chiusa in sè stesso.Libertà e destino: non c'è contrapposizione. Il nostro destino è scritto con la libertà concessaci da Dio.
domenica 17 maggio 2009
venerdì 15 maggio 2009
Vi auguro la fede!
E' l'espressione rivolta ai ragazzi che oggi nella Parrocchia San Nicola di Bari di Marina di Gioiosa Jonica riceveranno la Confermazione. Dico queste parole per dirle anche a me stessa. Auguro la fede. Ai ragazzi verrebbe anche voglia di augurare la felicità, ma noi che abbiamo vissuto sappiamo che rischia di essere una parola, un miraggio, un sogno che si dissolve all'alba. Allora auguro la fede. Non so dirvi molto di più. Io vi auguro che custodiate la fede nel Signore, la fede nel suo significato più profondo, più vero, che è la certezza che Dio c'è, ed è anche la certezza che Dio ci ama, anche nei momenti più drammatici in cui siamo più soli, in cui intorno a noi sembra esserci soltanto il deserto. Anche nei momenti della prova, anche nei momenti della sofferenza. Questa fede che è grazia e domanda...
Custodire la fede. Non vi sembri soltanto una cosa pia o una esortazione buona: è qualcosa di molto di più. Custodire la fede come un dono prezioso, come ciò che di più grande abbiamo. Poi toccherà a ciascuno di noi pagare il prezzo della propria fede, viverla. Ma custoditela!
Di tutto cuore vi " Auguro la fede".
sabato 9 maggio 2009
Parla con me
Eros Ramazzotti in questo video canta, nel brano "Parla con me" tratto dall'album Ali e radici che uscirà il prossimo 22.05.2009, la difficoltà che c'è tra le persone di comunicare nel nostro tempo quindi ristabilire un contatto diretto tra le persone, ritrovare i vecchi valori , la vera amicizia fatta non da tasti ma da emozioni che ci fanno stare bene con gli altri. Vediamolo e riflettiamo...
martedì 5 maggio 2009
Festa della mamma
Preghiera di ogni mamma
Vergine Santa, tu che sei la
madre di Gesù e la madre mia volgi il tuo sguardo di misericordia e di amore su me che della maternità sento oggi più che mai tutta la dolce e grave responsabilità. A te affido i miei figlioli o madre, questi figlioli che amo tanto per cui un giorno dovrò rendere stretto conto al Figlio tuo divino. Insegnami a guidarli con mano sicura per la via che a Dio conduce. Rendimi tenera senza debolezze e forte senza durezza ottienimi quella pazienza che non si stanca mai e che tutto soffre, tutto sopporta perchè non ha che una unica meta: la salvezza eterna delle mie creature. Aiutami in questa ardua impresa o Vergine Santa! Forma il mio cuore ad immagine del tuo e fa che i miei figli vedano in me il riflesso delle tue virtù affinchè dopo aver imparato da me ad amarti e a servirti in questa terra giungano un giorno a lodarti e benedirti nel cielo. Amen!
lunedì 4 maggio 2009
Agorà dei giovani
Tutti i giovani della Diocesi di Locri-Gerace sono invitati a partecipare all'Agorà dei Giovani a Siderno - Sabato 30 maggio 2009
alle ore 19.30 nella Chiesa S. Maria di Portosalvo "il momento del cenacolo"
alle ore 22.00 nella piazza antistante il musical "E sulle onde viaggiò" di Michele Paolicelli
sabato 2 maggio 2009
XLVI Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni
La giornata mondiale di preghiera per le vocazioni al sacerdozio ed alla vita consacrata ha come tema: "La fiducia nell'iniziativa di Dio e la risposta umana".
Lo slogan per questa giornata è preso in prestito da S.Paolo, nella seconda lettera a Timoteo, scrive: "So a chi ho dato la mia fiducia".
E' stata scelta questa frase perchè richiama il tema della fiducia, su cui si sofferma Benedetto XVI nel suo messaggio per la GMPV 2009. Tutti avvertiamo l'urgenza di accogliere l'invito del Papa d alzare lo sguardo in alto e nutrire maggior fiducia e speranza nell'iniziativa di Dio che continua, anche oggi, a chiamare i giovani perchè consacrino tutta la loro vita a Lui nel servizio dei fratelli.
venerdì 1 maggio 2009
Maria: un cuore che prega
“La tua grandezza, o Maria, è tutta qui: sei la Madre di Gesù. Dio si è incarnato e inizia l’opera della redenzione, della salvezza di tutti gli uomini. Si va a Gesù per mezzo Tuo!... Il Rosario è l’arma più potente contro il male e il maligno, fa tremare l’inferno…Noi siamo tuoi figli. Ai piedi della Croce siamo stati affidati a Te; prendici per mano e portaci al tuo Figlio Gesù… Grazie, Maria, perché Ti affianchi insieme a Gesù quando il mio e il nostro carico diventa più pesante… Tu, che sei il rifugio dei peccatori, la Madre dei dolori, aiuta il nostro andare… Nel tuo cuore di mamma vogliamo mettere tutti i giovani. Aiutali a vivere una vita sana, ad avere il gusto della vita e delle cose, a non lasciarsi abbagliare dalle luci del mondo, ma dal Tuo sorriso…Ti affidiamo il mondo intero, tutta l’umanità.
