sabato 30 maggio 2009

Buona Pentecoste a tutti!

Lo Spirito del Signore ha riempito l'universo La solennità di questo giorno ci riempie di gioia non soltanto perché riconosciamo la sua importanza, ma anche perché assaporiamo la sua dolcezza. Ciò che essa fa risaltare è l'amore. Ora, non vi è nel linguaggio umano una parola più dolce a udirsi, un sentimento più delizioso da coltivare. Quest'amore non è altro che la bontà di Dio, la sua benevolenza, il suo amore. O piuttosto, Dio in persona è la bontà, la benevolenza, l'amore. E questa bon-tà si identifica al suo Spirito, che è esso stesso Dio. [...] E secondo il disegno di Dio, in prin-cipio, lo Spirito di Dio ha riempito l'universo, «dispiegando la sua forza da un confine al-l'altro del mondo e governando ogni cosa con dolcezza» (Sap 8,1). Ma per quanto riguarda la sua opera di santificazione, è a partire da questo giorno di Pentecoste che lo Spirito del Signore ha riempito l'universo. Poiché è oggi che questo dolce Spirito è stato inviato dal Padre e dal Figlio per santificare ogni creatura secondo un nuovo disegno, un modo nuo-vo, una manifestazione nuova della sua potenza e della sua forza. Certo, in precedenza «lo Spirito non era stato ancora dato, perché Gesù non era stato ancora glorificato» (Gv 7,39). [...] Ma oggi, discendendo dalla dimora celeste, lo Spirito si è dato ai mortali con tutta la sua ricchezza, la sua fecondità. Così questa rugiada divina si stende su tutta la terra, nella diversità dei suoi doni spirituali. Ed è giusto che la pienezza delle sue ricchezze sia discesa dall'alto dei cieli per noi, perché pochi giorni prima, grazie alla generosità della nostra ter-ra, il cielo aveva ricevuto il Signore. La nostra terra non ha mai prodotto nulla di più dolce, di più piacevole, di più delizioso, di più santo. [...] «Lo Spirito di Cristo riempie l'universo, lui che tiene insieme tutti gli esseri, sente tutte le voci» (Sap 1,7). Ovunque lo Spirito agi-sce, ovunque lo Spirito prende la parola. Certamente prima dell'Ascensione lo Spirito fu dato ai discepoli, quando il Signore disse loro: «Ricevete lo Spirito santo» ( Gv 20,23). Ma in nessun modo, prima di Pentecoste, non si udì la voce dello Spirito santo, non si vide ri-splendere la sua potenza. E i discepoli di Cristo non giunsero a conoscerlo; non erano stati ancora riconfermati, la paura li obbligava ancora a nascondersi in una stanza a porte chiu-se. Ma a partire da quel giorno, «la voce del Signore domina le acque, il Dio della gloria scatena il tuono, la voce del Signore spezza i cedri e tutti gridano: Gloria!» (cfr. Sal 28 [29] , 3.5.9). (AELREDO DI RIEVAULX, Omelia sulla settuplice voce dello Spirito 1, in Sermones inediti, a cura di di C.H. Talbot, Roma 1952 pp. 112-114).

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