- Affermare che la nostra fede vince il mondo, come dice San Giovanni, apparentemente non si accorda con la nostra esperienza. La fede è umile fiducia. E se si affermasse in modo trionfalistico, non sarebbe sospettata di fanatismo?
- Ma su quale mondo bisogna vincere? E in che modo? Quando si contrappone il mondo alla fede, si vuol parlare dell' orgoglio umano che pretende di essere capace di costruire senza Dio, il mondo dei suoi sogni. Si intende parlare dell'avidità che corrompe ogni rapporto. O delle attrattive "mondane" che rendono l'uomo così vano. O, ancora, di quel mondo della paura e della guerra in cui tanti innocenti sono caduti...
- E' di fronte a questi peccati dell'umanità che la fede in Cristo si eleva. Il cristiano, constatando che "il mondo" ha condannato a morte il suo Signore, non si lascia sopraffare da questo apparente fallimento. Per mezzo della fede, egli va al di là delle apparenze e comprende che la Passione di Cristo (e della sua Chiesa) è la vittoria dell'Amore totale, dell'Amore umile.
- Chi vive in questa fede non conosce la "depressione" dei due discepoli di Emmaus delusi della crocifissione: "Noi speravamo, ma...". La Resurrezione è luce di fede in un mondo di tenebre. Una fede che, dunque, squarcia il reale per scoprirne il senso. Allora essa è vittoriosa su tutto: sull'angoscia e sulla persecuzione, sulla violenza e sull'ironia, sui pregiudizi e sulle prevenzioni, sulla morte di domani come sui dolori della vita presente. Senza per questo credersi superiori a tutto.
- Vissuta nella speranza, questa fede è un dono da condividere, non un'ideologia da imporre.
sabato 18 aprile 2009
La fede, vittoriosa sul mondo
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