domenica 15 marzo 2009

Dove possiamo incontrare Dio? ... Nel dubbio

Il giorno e la notte, la certezza e il mistero ... Sembra che ogni uomo, nei diversi aspetti della sua vita, si senta diviso tra affermazione e dubbio.
Amare ed essere amato, ecco il grande desiderio degli uomini, ciò che li fa vivere.
Ma è possibile non porsi mai delle domande del genere: - Amo io veramente? - Sono veramente amato? - Queste domande possono sorgere all'improvviso. Allora, il dubbio che si insinua, sembra quasi far parte dell'amore.
Dubbio è una parola che ha una doppia valenza. Essa ha un aspetto negativo: un pò come un verme che rosicchia un frutto all'interno. Cominciare a dubitare dell'altro, delle sue affermazioni, dei suoi gesti di amore, può essere l'inizio di una difficoltà che porta alla rottura. Perchè è difficile vivere a lungo con quel dubbio che peggiora sempre più ...
Ma, stranamente, il dubbio può far crescere l'attaccamento. Si smette di considerarsi come "arrivati". Nessuno è proprietario dell'altro! Nessuno può garantire a se stesso che il rapporto affettivo è, in lui, definitivamente acquisito! In tal senso, grazie al dubbio, è possibile progredire.
Allo stesso modo, il dubbio può avere posto nella fede del credente. Interrogarsi, non fermarsi alla "fede del carbonaio" (invulnerabile perchè sclerotizzata), vuol dire entrare nell'indispensabile ricerca della verità. Quando concerne Dio, la verità non è mai un possesso tranquillo: essa è, nello stesso tempo, luce e tenebre.
Fidarsi della Parola rivelata (che illumina i nostri giudizi e i nostri comportamenti) ci porta anche a sentire che Dio è il Totalmente Altro, che Egli non è "alla nostra portata", che entriamo in un Mistero che ci oltrepassa. E' "la notte della fede", secondo San Giovanni della Croce. Il dubbio, allora, non è una mancanza. Esso non ci porta ad una facile superstizione, ma ci pone meglio all'interno di una fede, che non è più una visione, ma una scelta contro l'assurdo, per il mistero.
I nostri progressi nella fede-fiducia possono essere nutriti dai nostri giorni di dubbio.
Ci aiuta il ricordo di Tommaso, l'apostolo che dubitava e che pronunciò la sua magnifica professione di fede: "Mio Signore e mio Dio!" Ci aiuta ancora di più il ricordo di Gesù sulla croce, che prega: "Padre, perchè mi hai abbandonato?". Al massimo del dubbio risponde il massimo dell'abbandono filiale: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito".

2 commenti:

  1. Spero sempre che il dubbio fa crescere l'attaccamento e non porti mai ad una rottura, questo è il mio desiderio.

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  2. Vorrei proporvi un brano di Dostoevskij sul dubbio che positivamente cerca la Verità che per noi è Cristo!

    "Sono un figlio del secolo, un figlio della mancanza di fede e del dubbio quotidiano e lo sono fino al midollo. Quanti crudeli tormenti mi è costato e mi costa tuttora quel desiderio della fede che nell'anima mi è tanto più forte quanto sono presenti in me motivazioni contrarie! Tuttavia Dio talvolta mi manda momenti nei quali mi sento assolutamente in pace. In tali momenti, io ho dato forma in me ad un simbolo di fede nel quale tutto è per me chiaro e santo. Questo simbolo è molto semplice, eccolo: credere che non c'è nulla di più bello, di più profondo, di più ragionevole, di più coraggioso e di più perfetto di Cristo e con fervido amore ripetermi che non solo non c'è, ma non può esserci. Di più: se qualcuno mi dimostrasse che Cristo è fuori della verità, mi dimostrasse che veramente la verità non è in Cristo, beh, io preferirei lo stesso restare con Cristo piuttosto che con la verità".
    (F. Dostoevskij).

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