domenica 29 marzo 2009

Semina

Semina, semina:
l'importante è seminare,
poco, molto, tutto,
il grano della speranza.
Semina il tuo sorriso
perchè risplenda intorno a te.
Semina le tue energie
per affrontare le battaglie della vita.
Semina il tuo coraggio
per sollevare quello altrui.
Semina il tuo entusiasmo,
la tua fede, il tuo amore.
Semina la tua pace per vedere
sorgere un nuovo orizzonte.
Semina le piccole cose, i nonnulla.
Semina e abbi fiducia:
ogni chicco arricchirà
un piccolo angolo della terra.

domenica 22 marzo 2009

Dove possiamo incontrare Dio? ... Nell' Amore.

L'Eucaristia è il segno e la presenza del divino, per eccellenza. "Questo è il mio corpo", "Questo è il mio sangue", ha detto Gesù sul pane e il vino della Cena. Bisogna fidarsi ancora di quelle parole. Ogni sacramento è un sacramento della fede. Il pane ed il vino eucaristici diventano presenza di Dio solo in colui che crede, vi scopre ciò di cui ha più bisogno; il cibo spirituale che mantiene e fa crescere in lui la fede, la speranza e la carità. La gioia di far parte di una comunità viva, la sensazione di sentirsi abbandonati da Dio quando la depressione incombe, il peso della sofferenza fisica e morale, la gioia del ringraziamento per un beneficio ricevuto... ecco ciò che il Cristo dell'Eucaristia incontra nel cuore di coloro che si comunicano. Comunicarsi vuol dire ricevere Cristo (un diritto che dà il battesimo), ma è anche "spezzare" se stessi (un dovere che scaturisce dal battesimo). Fra il pane di Gesù e il nostro, fra la sua vita e la nostra, c'è un legame tale che noi impariamo a vivere della stessa vita data, spezzata per un mondo nuovo. Il "pane del cielo" diventa strada verso il cielo quando è vissuto nell'oggi dei cristiani, cioè nell'amore fraterno e nella speranza della Resurrezione. Allora, senza sminuire affatto la nostra personalità, accade ciò che l'apostolo Paolo scriveva: " Non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me". E in questa vita, quella dell'ora della domenica e quella delle ore quotidiane, il vangelo salvatore è annunciato a tutti, senza escludere alcuno.

sabato 21 marzo 2009

BENTORNATA PRIMAVERA!

Oggi 21 Marzo comincia la primavera. La stagione più attesa che ci riscalda dopo il lungo grigiore invernale e ci proietta verso la calda estate e le sospirate vacanze. Quella in cui rifiorisce la vita e si risveglia un po’ tutto dal letargo, anche la nostra voglia di uscire e di stare in giro all’aria aperta.
In primavera si risveglia tutto. Perchè il clima diventa più mite e più caldo, la neve (dove c’è) si scioglie, c’è più acqua a disposizione, e tutto questo crea un ambiente favorevole per lo sbocciare dei fiori. E’ il momento per la nuova vita, e anche gli animali (uomo compreso) sentono lo stimolo di darsi un po’ da fare…
Anche le piogge si danno da fare, soprattutto all’inizio della stagione. Quindi non lasciatevi ingannare dal caldo e tenetevi sempre un ombrello a portata di mano.
La primavera è la stagione del risveglio e anche il nostro organismo segue questa regola. Con l’arrivo della bella stagione si verifica un aumento dell’attività funzionale di tutto l’organismo e ciò comporta un maggior consumo di energia che si traduce in un calo di forze. Questi periodi di stanchezza vengono così definiti “stagionali”.
Per attenuare i sintomi di questa diffusa pigrizia si deve in primo luogo seguire uno stile di vita sano. Per questo motivo la dieta deve essere in primo luogo energizzante a base cioè di alimenti ad alto valore biologico e ricchi di proteine come la carne, il pesce e il latte. In secondo luogo deve essere ricca di vitamine. Alcune di queste infatti hanno un elevato potere antiossidante, ovvero aiutano a proteggere l’organismo dalle aggressioni esterne; è il caso delle vitamine C, E e betacarotene o pro-vitamina A. Le vitamine inoltre sono principalmente contenute in alimenti che permettono di seguire una dieta leggera. Esse infatti sono essenzialmente contenute nella frutta e nella verdura, alimenti che non appesantiscono l’organismo, facili da assimilare e che contribuiscono in maniera rilevante ad una sensazione di benessere. Infine, bere molta acqua soprattutto se minerale aiuta ad energizzare le cellule grazie all’apporto di Calcio e Magnesio.
Ecco alcuni suggerimenti:
Consumare frutta e verdura fresche, possibilmente crude.
Privilegiare l’olio per condire, perché ricco di acidi grassi polinsaturi, dalle proprietà antiossidanti. È utile fare uso di spezie quali il timo, la salvia, la noce moscata e l’origano. Gli oli essenziali contenuti in queste spezie infatti contengono terpeni, sostanze che possono influenzare la sintesi del colesterolo e contribuire ad una sensazione di maggior vitalità.
Una colazione ricca di frutta fresca e carboidrati quali pane, fette biscottate, fiocchi di cereali e biscotti secchi.
Uno spuntino a metà mattina aiuta chi soffre di stanchezza nelle prime ore della giornata.

domenica 15 marzo 2009

Dove possiamo incontrare Dio? ... Nel dubbio

Il giorno e la notte, la certezza e il mistero ... Sembra che ogni uomo, nei diversi aspetti della sua vita, si senta diviso tra affermazione e dubbio.
Amare ed essere amato, ecco il grande desiderio degli uomini, ciò che li fa vivere.
Ma è possibile non porsi mai delle domande del genere: - Amo io veramente? - Sono veramente amato? - Queste domande possono sorgere all'improvviso. Allora, il dubbio che si insinua, sembra quasi far parte dell'amore.
Dubbio è una parola che ha una doppia valenza. Essa ha un aspetto negativo: un pò come un verme che rosicchia un frutto all'interno. Cominciare a dubitare dell'altro, delle sue affermazioni, dei suoi gesti di amore, può essere l'inizio di una difficoltà che porta alla rottura. Perchè è difficile vivere a lungo con quel dubbio che peggiora sempre più ...
Ma, stranamente, il dubbio può far crescere l'attaccamento. Si smette di considerarsi come "arrivati". Nessuno è proprietario dell'altro! Nessuno può garantire a se stesso che il rapporto affettivo è, in lui, definitivamente acquisito! In tal senso, grazie al dubbio, è possibile progredire.
Allo stesso modo, il dubbio può avere posto nella fede del credente. Interrogarsi, non fermarsi alla "fede del carbonaio" (invulnerabile perchè sclerotizzata), vuol dire entrare nell'indispensabile ricerca della verità. Quando concerne Dio, la verità non è mai un possesso tranquillo: essa è, nello stesso tempo, luce e tenebre.
Fidarsi della Parola rivelata (che illumina i nostri giudizi e i nostri comportamenti) ci porta anche a sentire che Dio è il Totalmente Altro, che Egli non è "alla nostra portata", che entriamo in un Mistero che ci oltrepassa. E' "la notte della fede", secondo San Giovanni della Croce. Il dubbio, allora, non è una mancanza. Esso non ci porta ad una facile superstizione, ma ci pone meglio all'interno di una fede, che non è più una visione, ma una scelta contro l'assurdo, per il mistero.
I nostri progressi nella fede-fiducia possono essere nutriti dai nostri giorni di dubbio.
Ci aiuta il ricordo di Tommaso, l'apostolo che dubitava e che pronunciò la sua magnifica professione di fede: "Mio Signore e mio Dio!" Ci aiuta ancora di più il ricordo di Gesù sulla croce, che prega: "Padre, perchè mi hai abbandonato?". Al massimo del dubbio risponde il massimo dell'abbandono filiale: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito".

venerdì 13 marzo 2009

GRAZIE

la gioia è uno sguardo al cielo per dire semplicemente ... GRAZIE!

lunedì 9 marzo 2009

Dove possiamo incontrare Dio? ... Nell'amicizia.

Affermare che l'amicizia è la strada verso Dio non è sempre stato così evidente come sembra oggi! L'amicizia appare come l'ideale da perseguire in tutti i rapporti umani.
Non è, forse, ciò che celebra il salmista, quando canta "la dolcezza di abitare insieme"(Sal.133)?
Non è ciò che auspicava il Padre de Foucauld, quando, un secolo fa, volle essere un "fratello universale"? E Cristo, non arriva, forse, a dire: "Non vi chiamo servi, ma amici" (Gv.15,15)? E non ha dato, forse, all'amicizia un carattere di grandissima nobiltà?
Come è dolce l'ncontro con un essere a cui possiamo esprimere il meglio di noi stessi, con il quale possiamo condividere le incertezze e i dubbi, al quale possiamo partecipare le nostre mancanze, senza vantarci ma anche senza abbatterci!
Come è confortante poter fare affidamento sul prossimo!
"Non è bene che l'uomo sia solo": questa frase del Libro della Genesi non richiama solo l'amore tra un uomo e una donna, così bello ma a volte così passionale ed effimero! L'amicizia non implica dipendenza l'uno dall'altro. La parte di segreti personali che ciascuno vuole rivelare all'altro suscita un fremito di meraviglia. Insomma, si instaura un dialogo fra anima e anima...
Ma quando un cuore si apre ad un altro, non è anche un'apertura all'Altro?
A colui che ci annuncia:"Stabilirò in te la mia dimora", a Colui che è il Dio-amico-degli-uomini...

lunedì 2 marzo 2009

Dove possiamo incontrare Dio? ... Nella gioia.

"La verità dell'uomo è la gioia" ha scritto uno psicanalista. E senza dubbio, è facile scriverlo. Ma viverlo, in certe condizioni umane - che sono disumane, barbare - è un'altra cosa!
Riconosciamo, tuttavia, che la gioia non caratterizza sempre i sentimenti abituali degli esseri umani più privilegiati...........
Si constata, spesso, una gioia di vivere in seno a popolazioni schiacciate dalle più gravi difficolà materiali. La gioia, dunque, è una cosa diversa dalla soddisfazione immediata dei nostri desideri di consumatori!
Si parla facilmente della gioia dei giovani sposi. Si è più cauti nel parlare di gioia della coppia.... E se si parlasse della gioia degli adolescenti, oggi, si esiterebbe, quando si sa che alcuni di essi si lasciano prendere dalla disperazione, o dall'odio.....La gioia ha una profondità diversa dalla risata sonora!
La gioia è quel sentimento esaltante che invade la nostra coscienza, è la più grande ricchezza della nostra fede.
Salvo rare eccezioni, non sembra che essa sia costante, dentro di noi. Sicuramente, ci è donata in alcuni momenti privilegiati. In noi, essa è presenza dello Spirito Santo.
L'apostolo Paolo scriveva che essa è "frutto dello Spirito". Noi sentiamo, allora, che non siamo abbandonati nell'immensità dell'universo, ma condotti da un amore grande, quello del nostro Padre dei Cieli. Intuiamo che il male, la sconfitta, per quanto gravi siano, non avranno l'ultima parola, e che il Crocifisso ci trasporta verso l'abbondanza della sua vita risorta.
Quella gioia, nessuno può strapparcela. Essa può essere vissuta in mezzo alle peggiori difficoltà della nostra esistenza. Alcuni sono riusciti a conservarla nei loro cuori fin sul luogo del loro supplizio, fino ai campi di concentramento......
Il cammino verso questa pienezza d'allegria, è la gioia di amare, di essere amati, nella condivisione, nel dono, nella tenerezza. E coloro che amano, anche nei giorni di dolore, scoprono che il Signore "li fa gridare di gioia, a levante, come a ponente" (Sal.65,9).