venerdì 27 febbraio 2009

Dove possiamo incontrare Dio? ... Nell'ammirazione della bellezza.

"L'essere che si meraviglia è bello come un fiore" (Paul Valery). I fiori realizzano il loro essere - effimero, passeggero - aprendosi in una specie di esuberanza di vita. Così un mazzo di genziane sopra una montagna. Così le corolle di tulipani al levare del sole. L'essere dei fiori, è la loro bellezza. Non è definibile con le parole, ma è percepibile mediante i nostri sensi. Perchè la bellezza è la ricchezza, gratuita, dei nostri occhi, delle nostre orecchie; sia che si esprima nella natura, in fondo alle campagne, sull'immensità degli oceani o nelle melodie di un canto d'amore; sia che si sveli su un viso di bimbo, in un sorriso di un uomo o di una donna............

Certo, il nostro sguardo si può fermare all'aspetto estetico, ossia al culto raffinato della bellezza in sè. La materia, allora, non rivela ciò che è: portatrice di un'anima, di un riflesso di infinito, talmente di più di ciò che appare!

Quante donne, quanti uomini potrebbero dire che la bellezza li ha salvati dalla noia del vivere, dalla tristezza del disgusto! E non col farci gustare "il piacere di una piacevole pausa in mezzo ad un universo ostile o ingrato". In realtà, la bellezza ci restituisce a noi stessi.

Essa ci fa vedere il cuore delle cose che troppo spesso, non sono nient'altro che ciò che sono: rumori senza armonia, passioni senza silenzio nè distanza.......tutta una vita che non è vissuta, ma solo consumata! La bellezza, senza dubbio, non salverà il mondo, ma salva noi stessi dal nostro agitarci incapace di meraviglia. Essa può aprire a Dio il nostro sguardo.

E tuttavia, ogni bellezza è fragile. Essa passa come il fiore: "E la rosa ha vissuto ciò che vivono le rose, lo spazio di un mattino...". Anche questa precarietà ha un senso.

Essa ci rivela che lo splendore del bello è una promessa, un viatico sulla strada umana, ma non la via. Solo l'amore........

Lasciarsi toccare dalla meraviglia, vuol dire riconoscere una presenza di Dio in tutta la sua creazione. E così scoprire ciò che è indispensabile per renderci capaci di amare, sapendo che ogni essere è bello, poichè è il riflesso dell'essere. L'amore può durare ( e il perdono può esistere...) solo se l'altro, ogni altro, ci appare bello, anche parzialmente.

giovedì 26 febbraio 2009

Cammino di Quaresima

"Convertitevi e credete nel Vangelo" ci dice Gesù.
- Conversione è un movimento continuo, uno sforzo quotidiano per raddrizzare, per riportare in carreggiata, per orientare verso Dio il corso della nostra vita.
- La quaresima, i quaranta giorni che precedono la Pasqua, è fatta per questo sforzo di conversione: è un tempo in cui ci viene chiesto di rinunciare ad alcune cose per capire il vero valore dei gesti che facciamo e per chiederci chi e che cosa è davvero importante nella nostra vita. A cosa teniamo davvero.
– Allora rinunciare a qualche divertimento per aiutare qualcuno che soffre (vicino o lontano da noi), fare a meno di ghiottonerie varie per dare una ciotola di riso a chi ha fame, togliere un po’ di tempo alla televisione e ai videogiochi per dedicarlo a pensare, a pregare, a dare del tu a Gesù, a stare insieme agli altri nell’amicizia è quello che ci chiede la Quaresima; non per farci soffrire inutilmente, ma per farci scoprire quali sono le sorgenti vere della gioia.
– La Quaresima allora non è un tempo triste, ma una occasione favorevole per ritornare a Dio e riscoprire che lui ci aspetta sempre e che non ha mai smesso di volerci bene”.
Per questa quaresima per rendere visibile questo movimento continuo di conversione vogliamo proporvi il CUORE che cambia, crescendo nell’amore infatti il rosso che ogni settimana avanza sarà il segno del passo in avanti nell’amore di ognuno di noi.

I 4 pilastri della quaresima:
– ASCOLTO E PREGHIERA
- RINUNCIA E CARITA’
– PENTIMENTO E CONVERSIONE
– CONFESSIONE E COMUNIONE

giovedì 12 febbraio 2009

Giornata Parrocchiale Pace e Vita

In risposta all’invito del Santo Padre, ogni anno l’equipe dell’oratorio San Nicola di Marina di Gioiosa Jonica organizza una giornata parrocchiale all’insegna della pace e della vita.
Quest’anno, il primo febbraio, il suono delle campane ha attirato l’attenzione di tutta la comunità a vivere l’eucaristia sullo sfondo di una giornata di festa coinvolgendo tutte le famiglie e i ragazzi del cammino Emmaus.
L’obiettivo di questa giornata di preghiera, vissuta intensamente, è stato quello di stimolare a prendere coscienza che Cristo nostra pace deve essere annunciato con coraggio nelle nostre famiglie, nel nostro paese ed in modo particolare nella nostra comunità.
L’impegno per la pace passa attraverso un’educazione finalizzata a creare relazioni autentiche ricercando vie idonee per essere operatori di pace attraverso i tanti piccoli gesti che caratterizzano la convivenza tra le persone: dal donare un semplice sorriso, al cedere volentieri il proprio posto, dal saper andare incontro all’altro considerandolo nella sua dignità di persona, di fratello nato dall’unico Padre di tutti gli uomini e Padre nostro, al riconoscere l’altro ed accoglierlo partendo da lui per definire noi stessi.
Il nostro mondo ha bisogno di operatori di pace che incarnino le beatitudini, che servano la pace ed educhino a vivere nello spirito delle beatitudini.
Il nostro compito di educatori dell’oratorio è stato quello di organizzare questa manifestazione per sensibilizzare alla pace e trasmettere ai ragazzi ad essere promotori di pace in ogni ambiente, in ogni realtà, a casa, a scuola, per strada, riconoscendo il volto di Cristo sul volto di ogni persona umana, cuore della pace, e costruire la pace nelle concrete, piccole situazioni di conflitto che incontriamo ogni giorno e facendo della pace una profonda ragione di vita ispirata alla radicalità e alla forza del Vangelo e di educare alla pace come atteggiamento di vita come sequela di Gesù “ mite ed umile di cuore”.
La celebrazione si è conclusa, nonostante la pioggia che scendeva incessantemente, librando in volo la tradizionale colomba bianca con una missione speciale: PORTARE A TUTTI UN MESSAGGIO DI PACE E DI VITA.