domenica 8 novembre 2009

L'oratorio "San Nicola" riparte...




“Volare si può” questo è il tema scelto per dar vita ad una nuova avventura dell’Oratorio ”San Nicola. L’equipe ha pensato di utilizzare la fiaba di Peter Pan, il bambino che aveva paura di crescere, proprio per aiutare ogni bambino o ragazzo a vivere senza traumi la voglia prepotente che sente in sé di crescere e di andarsene, di trovare la propria autonomia.
Ma più che Peter il personaggio modello è la dolce, ordinata, tollerante Wendy, la bambina che si distacca dal mondo degli adulti da cui dipende per seguire la propria strada, lungo la quale scopre e verifica le sue potenzialità, rispondenti ad un preciso progetto vocazionale (come il senso della maternità e l’amore). Scoprendo ciò torna al mondo degli adulti nella consapevolezza della sua maturazione, che le consente ormai di stabilire un equilibrio tra le esigenze della razionalità e l’irrazionalità che permane nel cuore di ogni uomo.
Da questi pochi accenni si può capire lo spessore della proposta educativa che l’oratorio intende fare ai ragazzi. Con uno sguardo un po’ più in alto intendiamo far capire che soltanto Cristo è colui che sa guidarci a scoprire le nostre potenzialità, ci dà la forza di servircene e ci aiuta a diventare adulti realizzando il progetto che Dio ha per ciascuno di noi. Solo in Cristo troviamo il giusto equilibrio fra le varie componenti della nostra umanità, fra le esigenze dello spirito e quelle del corpo. E solo in Cristo scopriamo la bellezza della vita in comunità, in particolare nella famiglia, come prima forma di comunità che si sperimenta, e poi nella famiglia dell’oratorio in quanto noi educatori abbiamo il compito di lasciare aperta la porta del nostro cuore per accogliere questi ragazzi ed accompagnarli in ogni momento della loro crescita umana e cristiana.

sabato 7 novembre 2009

STIMARE I GIOVANI

Dopo tanti anni insieme a Giovanni Paolo II, i ragazzi e le ragazze di tutto il mondo hanno vissuto la loro Giornata in compagnia di un nuovo amico: Benedetto XVI. Il "nuovo" Pontefice ha voluto continuare il cammino iniziato dal suo predecessore, offrendo ai giovani un regalo meraviglioso: la stima. E' stato proprio questo, infatti, il segreto del successo di Giovanni Paolo II con i giovani: essere riuscito a manifestare loro una profonda stima, in un mondo che mostra sempre più spesso un profondo disprezzo nei confronti delle nuove generazioni. Proviamo un po' a guardarci intorno. Sono tante, purtroppo, le occasioni in cui i giovani vengono traditi, usati, strumentalizzati, schiavizzati, indottrinati, manovrati, calpestati nella loro dignità di esseri umani. Il cammino della gioventù è disseminato di trappole lasciate in giro dagli adulti. E' come se i ragazzi fossero costretti a muoversi continuamente in un campo minato, pronto ad esplodere e a lasciare ferite profonde. Pensiamo, ad esempio, a che cosa accade durante il fine settimana in certi locali da ballo. La discoteca, di per sé, rappresenta una risposta a un sano e giusto desiderio dei giovani: quello di riunirsi per trascorrere qualche ora in allegria, incontrando altri amici. Questo è il punto di partenza. Il punto d'arrivo, purtroppo, è spesso devastante. Si inizia con un semplice desiderio di ballare, e si finisce con il consumare droga o morire in automobile, sulla strada del ritorno a casa. Questo accade perché la sana voglia di divertimento dei ragazzi viene tradita da persone senza scrupoli che gestiscono i loro locali in modo irresponsabile. Creano ambienti pericolosi, facendo finta di non vedere ciò che accade nelle proprie discoteche. L'obiettivo di certe persone è uno solo: arricchirsi sulla pelle dei ragazzi, sfruttarli, spremerli, succhiare la loro anima e ridurli ad uno stato bestiale. Non hanno alcuna stima dei giovani. Vogliono semplicemente strumentalizzarli per far crescere il proprio conto in banca. Facciamo un altro esempio. Proviamo a sfogliare i cataloghi di certe ditte che vendono prodotti per i giovani, anche per corrispondenza. Di fronte a certi prodotti c'è da rimanere a bocca aperta: magliette con simboli satanici, portafogli con il disegno della marijuana, immagini di cattivo gusto di ogni genere... Una televisione privata, tempo fa, ha addirittura pubblicizzato la vendita di un logo per il telefono cellulare raffigurante un uomo in procinto di suicidarsi. Certi prodotti sono la prova evidente di una grandissima mancanza di stima nei confronti dei giovani. Si pensa, a torto, che per riuscire a vendere un portafogli o un disegno per il cellulare sia necessario scadere nell'orrore e nel negativo. Si esclude, a priori, la scelta del buon gusto e della bellezza. Si crede che non sia affascinante. E quindi, si preferisce offrire spazzatura. Lo stesso meccanismo mentale è alla base, purtroppo, delle scelte che si fanno in televisione. Anche in questo caso, si offrono ai giovani cose orribili, scadenti, diseducative. Molti programmi televisivi sono un vero e proprio concentrato di banalità, di volgarità e cattivo gusto. L'equivoco è sempre quello: credere che i ragazzi siano stupidi. E quindi, automaticamente, si mandano in onda trasmissioni di basso livello. L'unico scopo è quello di alzare gli indici d'ascolto, per poi bombardare i ragazzi di spot pubblicitari. L'imperativo è sempre lo stesso: comprare, comprare, comprare. Le cosiddette "GMG" (Giornate Mondiali della Gioventù) hanno rappresentato un'alternativa fondamentale a tutto questo. Sono state delle grandissime manifestazioni di stima nei confronti delle nuove generazioni. Hanno valorizzato i giovani. Li hanno finalmente considerati per ciò che sono: esseri umani con un cuore, un cervello ed un'anima. Giovanni Paolo II non ha considerato i ragazzi "macchinette fabbricasoldi" o "bidoni aspiratutto" da bombardare con gli spot pubblicitari. Li ha amati e stimati tanto, dal profondo del suo cuore. Benedetto XVI ha fatto lo stesso. Ha saputo raccogliere, con amore, lo splendido invito racchiuso nell'ultimo, bellissimo Messaggio scritto da Giovanni Paolo II per la Giornata di Colonia. Uno splendido testamento spirituale che rappresenta la sintesi perfetta del suo pensiero. Questo Messaggio invita i ragazzi a rifiutare tutte le peggiori forme di idolatria che si affacciano alle soglie del terzo millennio: i falsi miti della ricchezza, del successo, del denaro facile, di una spiritualità falsa, vuota e neopagana. La strada alternativa, ancora una volta, è una sola: Cristo e il suo Vangelo.

domenica 25 ottobre 2009

Festa d'apertura nuovo anno oratoriano 2009/2010




Anche quest'anno siamo pronti a ricominciare la splendida avventura dell'Oratorio, i vostri amici più grandi vi accompagneranno in questo fantastico cammino! Vi aspetterà un anno di allegria, con tanti giochi, tante canzoni e soprattutto tanti amici...Il tutto in un ambiente sano, semplice e fondato su veri valori qual'è l'Oratorio.A guidare il nostro e il vostro cammino sarà come di consueto il nostro amato Parroco Don Giuseppe che assicura a noi animatori ed educatori il sostegno di cui abbiamo così bisogno.

ALLORA TUTTI PRONTI A PARTIRE PER QUESTA NUOVA AVVENTURA!!!.

ALLORA COSA ASPETTI? Si parte!

lunedì 13 luglio 2009

ESTATE RAGAZZI 2009


Anche quest'anno l'Oratorio Parrocchiale San Nicola darà inizio all'Estate Ragazzi 2009 giunta quest'anno alla nona edizione. Un'esperienza decisamente significativa per l'equipe che l'organizza ed un appuntamento irrinunciabile per i ragazzi che vi parteciperanno in quanto avranno la possibilità di esprimersi liberamente fuori dal tempo scolastico perchè l'estate è tempo di gioco, di libertà e di avventura.
Il progetto proposto quest'anno è "Il Piccolo Principe" di Antoine De Saint-Exupéry, un racconto che ha educato milioni di persone ad immaginare, vivere, sognare e confrontarsi con gli altri senza perdere l'innocenza dell'infanzia. E' un racconto molto poetico che affronta temi come il senso della vita e il significato dell'amore e dell'amicizia.
L'Estate Ragazzi si concluderà in bellezza con i festeggiamenti dedicati al Santo Patrono con la festa dell'Oratorio sabato 25 luglio, nel piazzale antistante la chiesa, con la classica zeppolata ed insieme uno spettacolo animato dai ragazzi stessi con balli, scenette in vernacolo e a mezzanotte il classico ballo del cavalluccio. San Nicola torna ad animare la cittadina ormai vestita d'estate, l'equipe dell'Oratorio invita tutti a partecipare, vi saluta e vi ringrazia.
P.S. Vi aspettiamo numerosi. Un forte abbraccio.Ciao.

domenica 21 giugno 2009

LA FESTA DEL "CORPUS DOMINI" INFIORATA

Anche quest'anno abbiamo realizzato l'infiorata in occasione della festa del "Corpus Domini".
Non è certo da poco il lavoro che c'è dietro, bisogna infatti trascorrere intere giornate nei campi, nei giardini delle mamme o delle nonne alla ricerca dei fiori più belli e colorati e raccoglierne in quantità enorme, e poi, il giorno della festa, trasformare la navata centrale della chiesa in un meraviglioso tappeto multicolore... realizzato in maniera magistrale.
Il risultato di tanto impegno è perfetto anzi talmente perfetto che la tentazione è forte avvicinarsi di più per verificare con mano che si tratta di petali e non magari di pittura come potrebbe sembrare al primo sguardo.

sabato 6 giugno 2009

Dove possiamo incontrare Dio?... Nel silenzio

Il silenzio è d'oro? E' sempre pesante? Siamo davanti ad una scelta...
Ci sono dei silenzi - in una coppia, per esempio - che uccidono l'amore. Altri - in un bambino maltrattato - che uccidono la vita. E il silenzio che circonda, a volte (spesso!), un genitore anziano, considerato incapace di capire, equivale in una condanna.
Se il mutismo nelle relazioni umane, è penoso da sopportare, dobbiamo riconoscere che lo è altrettanto il silenzio di Dio. "O Dio, esci dal tuo silenzio! Non restare muto", implora il salmista (83,2). E il profeta è un uomo "di poca fede" quando si lamenta: "Perchè resti in silenzio, Signore, quando il cattivo divora il giusto?"( Abacuc 1,3). Ci capita di frequente di avvertire il silenzio di Dio come un'assenza.
Un atteggiamento diverso ci viene proposto dalla Parola di Dio e dall'esperienza. Perchè il silenzio è anche ricchezza. Il bambino cresce in sapienza solo se ascolta la sua coscienza silente. Non è umano, il continuo frastuono di cui i giovani di oggi sembrano non poter fare a meno. Le decisioni che impegnano la vita si prendono nel silenzio.
E l'amicizia, come l'amore, spesso, crescono, in assenza di qualsiasi parola. Dio abita nel silenzio! E' quello che avvertivano i costruttori del Tempio di Gerusalemme: "Non si sentiva nè martello, nè piccone, nè alcun arnese di ferro nella Casa durante la sua costruzione" (1°Libro dei Re 6,7).
Quanto al profeta Elia, scopriva che Dio non era nelle manifestazioni rumorose, ma "nel brusio di un soffio leggero". Sorprendente progresso nella conoscenza dell'eterno: non è più nell'azione esterna che "scuote le montagne" che si può incontrare Dio, ma ascoltando nel silenzio " i passi del Signore che viene". Nel ripensamento interiore degli avvenimenti che aveva vissuto, la Vergine Maria, "meditando i suoi ricordi nel suo cuore", ci indica la strada più sicura affinchè accettiamo il silenzio di Dio... Allora, scopriremo che il Signore ci parla nel suo Verbo fatto carne. E che, a partire da questa Incarnazione, ci parla anche attraverso ciascun uomo, ciascun nostro fratello, segno discreto, silenzioso, della sua Presenza.
E' lo Spirito Santo che ci tiene svegli in questo silenzio "abitato" e che, se ci uniamo a lui in questa profondità, ci porta verso il Padre.

sabato 30 maggio 2009

Buona Pentecoste a tutti!

Lo Spirito del Signore ha riempito l'universo La solennità di questo giorno ci riempie di gioia non soltanto perché riconosciamo la sua importanza, ma anche perché assaporiamo la sua dolcezza. Ciò che essa fa risaltare è l'amore. Ora, non vi è nel linguaggio umano una parola più dolce a udirsi, un sentimento più delizioso da coltivare. Quest'amore non è altro che la bontà di Dio, la sua benevolenza, il suo amore. O piuttosto, Dio in persona è la bontà, la benevolenza, l'amore. E questa bon-tà si identifica al suo Spirito, che è esso stesso Dio. [...] E secondo il disegno di Dio, in prin-cipio, lo Spirito di Dio ha riempito l'universo, «dispiegando la sua forza da un confine al-l'altro del mondo e governando ogni cosa con dolcezza» (Sap 8,1). Ma per quanto riguarda la sua opera di santificazione, è a partire da questo giorno di Pentecoste che lo Spirito del Signore ha riempito l'universo. Poiché è oggi che questo dolce Spirito è stato inviato dal Padre e dal Figlio per santificare ogni creatura secondo un nuovo disegno, un modo nuo-vo, una manifestazione nuova della sua potenza e della sua forza. Certo, in precedenza «lo Spirito non era stato ancora dato, perché Gesù non era stato ancora glorificato» (Gv 7,39). [...] Ma oggi, discendendo dalla dimora celeste, lo Spirito si è dato ai mortali con tutta la sua ricchezza, la sua fecondità. Così questa rugiada divina si stende su tutta la terra, nella diversità dei suoi doni spirituali. Ed è giusto che la pienezza delle sue ricchezze sia discesa dall'alto dei cieli per noi, perché pochi giorni prima, grazie alla generosità della nostra ter-ra, il cielo aveva ricevuto il Signore. La nostra terra non ha mai prodotto nulla di più dolce, di più piacevole, di più delizioso, di più santo. [...] «Lo Spirito di Cristo riempie l'universo, lui che tiene insieme tutti gli esseri, sente tutte le voci» (Sap 1,7). Ovunque lo Spirito agi-sce, ovunque lo Spirito prende la parola. Certamente prima dell'Ascensione lo Spirito fu dato ai discepoli, quando il Signore disse loro: «Ricevete lo Spirito santo» ( Gv 20,23). Ma in nessun modo, prima di Pentecoste, non si udì la voce dello Spirito santo, non si vide ri-splendere la sua potenza. E i discepoli di Cristo non giunsero a conoscerlo; non erano stati ancora riconfermati, la paura li obbligava ancora a nascondersi in una stanza a porte chiu-se. Ma a partire da quel giorno, «la voce del Signore domina le acque, il Dio della gloria scatena il tuono, la voce del Signore spezza i cedri e tutti gridano: Gloria!» (cfr. Sal 28 [29] , 3.5.9). (AELREDO DI RIEVAULX, Omelia sulla settuplice voce dello Spirito 1, in Sermones inediti, a cura di di C.H. Talbot, Roma 1952 pp. 112-114).

lunedì 25 maggio 2009

Buongiorno ... ogni giorno con amore...

Grande cosa è l'amore. Un bene grande, veramente. Un bene che, solo, rende leggera ogni cosa pesante e sopporta tranquillamente ogni cosa difficile; porta il peso, senza fatica, e rende dolce e gustosa ogni cosa amara. Il nobile amore di Gesù spinge ad operare grandi cose e suscita desideri di sempre maggiore perfezione. L'amore aspira a salire in alto, senza essere trattenuto da alcunché di terreno. Esige di essere libero e staccato da ogni affetto umano, cosicché non abbia ostacoli a scrutare nell'intimo, non subisca impacci per interessi temporali, non sia sopraffatto da alcuna difficoltà. Niente è più dolce dell'amore; niente è più forte, più alto o più grande: niente, né in cielo né in terra, è più colmo di gioia, più completo o più buono: perché l'amore nasce da Dio e soltanto in Dio, al di sopra di tutte le cose create, può trovare riposo. Chi ama vola, corre lietamente; è libero, e non trattenuto da nulla; dà ogni cosa per il tutto, e ha il tutto in ogni cosa, perché trova la sua pace in quell'uno supremo, dal quale discende e proviene tutto ciò che è buono; non guarda a ciò che gli viene donato, ma, al di là dei doni, guarda a colui che dona. Spesso l'amore non conosce misura, in un fervore che oltrepassa ogni confine. L'amore non sente gravezza, non tiene conto della fatica, anela a più di quanto non possa raggiungere, non adduce a scusa la sua insufficienza, perché ritiene che ogni cosa gli sia possibile e facile. Colui che ama può fare ogni cosa, e molte cose compie e manda ad effetto; mentre colui che non ama viene meno e cade. L'amore vigila; anche nel sonno, non s'abbandona; affaticato, non è prostrato; legato, non si lascia costringere; atterrito, non si turba: erompe verso l'alto e procede sicuro, come fiamma viva, come fiaccola ardente.

sabato 23 maggio 2009

Dove possiamo incontrare Dio? Nel guardare il cielo.

Da sempre, gli uomini hanno levato gli occhi al cielo quando volevano rendersi concilianti le " potenze" che incutevano loro paura, o da cui speravano di ottenere un ulteriore benessere. Gesù stesso ci insegna a pregare"Padre nostro che sei nei cieli...". Per ogni uomo di fede, dunque, il cielo appare, come il "luogo" primario della presenza del divino. Il cielo, per gli scienzati, è oggetto di analisi e di calcoli infiniti. Con le sue "meravigliose nubi", il cielo affascina i fotografi. Gli esteti vi trovano una fonte di emozioni. Per il cristiano, i cieli sono, innanzitutto, l'opera splendida del Creatore:"Essi narrano la gloria di Dio, il firmamento narra l'opera delle sue mani", recita il salmo 19. E più si scopre l'immensità dell'universo(e le sue dimensioni che, sembra, crescano in continuazione), più l'uomo di preghiera può celebrare "il Dio dei grandi spazi e dei larghi orizzonti". Il cielo apre alla contemplazione di "Colui che ha steso i cieli come un velo" (Sal.104). E anche se, oggi, ciascuno di noi ammette l'esistenza di milioni di galassie, è ancora in cielo che immaginiamo una presenza dell'Eterno. Là è "la santa dimora del Signore"; là, egli ha "stabilito il suo trono". E' per questo che "noi leviamo gli occhi verso Colui che abita nei cieli". Nessuno ignora, tuttavia, che Dio non è localizzabile. Colui che ha creato il cielo e la terra, è dappertutto, anche se il Credo ci fa dire che è "disceso dal cielo". I cieli ci parlano attraverso la loro immensità che avvolge la terra, attraverso quel meraviglioso azzurro, affascinante, e anche in virtù della stupenda parte di ignoto che essi racchiudono. E Dio non è, forse, Infinito, Bellezza increata e Totalmente Altro nello stesso tempo in cui è Colui che ci avvolge con la sua benevola presenza? La nostra situazione di terrestri ci invia a volgere i nostri sguardi (il nostro cuore) verso l'alto. Il cielo è la nostra dimora definitiva:"La speranza ci attende nei cieli", ricorda l'apostolo Paolo... Ma non dimentichiamo l'avvertimento dell'angelo dell'Ascensione:"Perchè state a guardare il cielo?". E' su questa terra che dobbiamo testimoniare che Dio è Amore.

venerdì 22 maggio 2009

Non c'è futuro senza solidarietà

Non c'è futuro senza solidarietà
Intervistato per la serata speciale di Che tempo che fa, il cardinale Tettamanzi ha dato la sua testimonianza di essere cristiano.La difficoltà dell'essere cristiano oggi, in questo momento di crisi (e non solo economica): oggi che chiamiamo clandestino il nostro prossimo che ha solo avuto la sfortuna di nascere dalla parte sbagliata (o meno fortunata) del mare.Il cardinale parlava di esigenze degli immigrati (come lo siamo stati noi italiani) e di diritti. Della solidarietà che dobbiamo dare e dell'aggressività :«L'aggressività non mi preoccupa più di tanto — anche se non è stata piccola cosa — perché io parto da me stesso, faccio riferimento al Vangelo e alla razionalità, che ci invitano al dialogo, al confronto, all'incontro. L'aggressività è segno di mancanza di impegno a trovare un terreno comune per affrontare i problemi e dare loro una risposta umana».«Penso che, soprattutto la politica, debba senz'altro interessarsi del momento, certo più difficile e delicato dell'emergenza, ma ad essa non può arrestarsi - ha aggiunto il cardinale -. La politica deve partire da progetti grandiosi, e soltanto in questo quadro è possibile allora attivare le diverse forze sociali, culturali istituzionali, di volontariato, religiose, perchè solo in un quadro progettuale è possibile risolvere anche il momento puntuale dell'emergenza».Perchè tutti siamo in realtà debitori di qualcosa, nel passato. Per quello che i nostri genitori ci hanno insegnato, per quello che ci hanno lasciato.Altra parole citata dal cardinale: sobrietà che non significa penitenza, ma moderatezza nei modi. Forse si riferiva ai tanti che si dicono cristiani (o ispirati ai suoi valori) e invece praticano la doppia morale. Tutti gli amministratori, uomini politici, persone che hanno il compito di guida nella nostra comunità.«Non nominare il nome di cristiano invano». Sobrietà e solidarietà: mettere al centro del discorso (di ogni cristiano) la dignità dell'uomo. Che si intreccia con la dignità della famiglia.«Personalmente ritengo che esiste una regola delle regole e una governance delle governance. Perché la regola, in ultima analisi, è una sola, ed è la persona, la dignità della persona, i valori e le esigenze della persona. C'è solo un principio che dobbiamo onorare con fatica, e questo principio è il rimettere al centro l'uomo, la sua dignità. Potrei dire che bisogna avere il coraggio di parlare dell'etica. Dove l'etica non è qualcosa che blocca, o frena, o ostacola, ma al contrario qualcosa che libera, perché ci dà la possibilità di affrontare tutto e sempre in chiave umana e umanizzante».Avere il coraggio di parlare dell'etica. Della persona: nè chiusa nei suoi egoismi, nè chiusa in sè stesso.Libertà e destino: non c'è contrapposizione. Il nostro destino è scritto con la libertà concessaci da Dio.

venerdì 15 maggio 2009

Vi auguro la fede!

Vi auguro la fede!
E' l'espressione rivolta ai ragazzi che oggi nella Parrocchia San Nicola di Bari di Marina di Gioiosa Jonica riceveranno la Confermazione. Dico queste parole per dirle anche a me stessa. Auguro la fede. Ai ragazzi verrebbe anche voglia di augurare la felicità, ma noi che abbiamo vissuto sappiamo che rischia di essere una parola, un miraggio, un sogno che si dissolve all'alba. Allora auguro la fede. Non so dirvi molto di più. Io vi auguro che custodiate la fede nel Signore, la fede nel suo significato più profondo, più vero, che è la certezza che Dio c'è, ed è anche la certezza che Dio ci ama, anche nei momenti più drammatici in cui siamo più soli, in cui intorno a noi sembra esserci soltanto il deserto. Anche nei momenti della prova, anche nei momenti della sofferenza. Questa fede che è grazia e domanda...
Custodire la fede. Non vi sembri soltanto una cosa pia o una esortazione buona: è qualcosa di molto di più. Custodire la fede come un dono prezioso, come ciò che di più grande abbiamo. Poi toccherà a ciascuno di noi pagare il prezzo della propria fede, viverla. Ma custoditela!

Di tutto cuore vi " Auguro la fede".

sabato 9 maggio 2009

Parla con me



Eros Ramazzotti in questo video canta, nel brano "Parla con me" tratto dall'album Ali e radici che uscirà il prossimo 22.05.2009, la difficoltà che c'è tra le persone di comunicare nel nostro tempo quindi ristabilire un contatto diretto tra le persone, ritrovare i vecchi valori , la vera amicizia fatta non da tasti ma da emozioni che ci fanno stare bene con gli altri. Vediamolo e riflettiamo...

martedì 5 maggio 2009

Festa della mamma

Preghiera di ogni mamma

Vergine Santa, tu che sei la madre di Gesù e la madre mia volgi il tuo sguardo di misericordia e di amore su me che della maternità sento oggi più che mai tutta la dolce e grave responsabilità. A te affido i miei figlioli o madre, questi figlioli che amo tanto per cui un giorno dovrò rendere stretto conto al Figlio tuo divino. Insegnami a guidarli con mano sicura per la via che a Dio conduce. Rendimi tenera senza debolezze e forte senza durezza ottienimi quella pazienza che non si stanca mai e che tutto soffre, tutto sopporta perchè non ha che una unica meta: la salvezza eterna delle mie creature. Aiutami in questa ardua impresa o Vergine Santa! Forma il mio cuore ad immagine del tuo e fa che i miei figli vedano in me il riflesso delle tue virtù affinchè dopo aver imparato da me ad amarti e a servirti in questa terra giungano un giorno a lodarti e benedirti nel cielo. Amen!

lunedì 4 maggio 2009

Agorà dei giovani

Tutti i giovani della Diocesi di Locri-Gerace sono invitati a partecipare all'Agorà dei Giovani a Siderno - Sabato 30 maggio 2009

alle ore 19.30 nella Chiesa S. Maria di Portosalvo "il momento del cenacolo"

alle ore 22.00 nella piazza antistante il musical "E sulle onde viaggiò" di Michele Paolicelli

sabato 2 maggio 2009

XLVI Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni

La giornata mondiale di preghiera per le vocazioni al sacerdozio ed alla vita consacrata ha come tema: "La fiducia nell'iniziativa di Dio e la risposta umana".

Lo slogan per questa giornata è preso in prestito da S.Paolo, nella seconda lettera a Timoteo, scrive: "So a chi ho dato la mia fiducia".

E' stata scelta questa frase perchè richiama il tema della fiducia, su cui si sofferma Benedetto XVI nel suo messaggio per la GMPV 2009. Tutti avvertiamo l'urgenza di accogliere l'invito del Papa d alzare lo sguardo in alto e nutrire maggior fiducia e speranza nell'iniziativa di Dio che continua, anche oggi, a chiamare i giovani perchè consacrino tutta la loro vita a Lui nel servizio dei fratelli.

Installare Amore

venerdì 1 maggio 2009

Maria: un cuore che prega

C’è un fatto che nella vita della Madonna ha un’importanza fondamentale, perché è una realtà continua dello Spirito: la Madonna pregava, la Madonna impersona la preghiera della Chiesa, la preghiera della Sposa innamorata di Dio, la preghiera della Contemplativa che si perde nel Signore andando oltre ogni confine terreno e dilagando nell’eternità. Che peccato non sapere come pregava Maria! Di preghiere della Madonna ne conosciamo una sola, il “Magnificat”: è la preghiera del contemplativo, del discepolo di Gesù, dell’amico di Cristo. Pregare per glorificare Dio, per proclamare la sua gloria e la sua misericordia, per inebriarci della sua beatitudine, per anticipare il cielo. La preghiera non è tanto un insieme di pratiche di pietà ma è una dimensione vitale dello spirito, è il respiro dell’anima, è il palpito del cuore. La continuità del respiro e del palpito esprime bene come il cristiano debba pregare: non fare la preghiera ma essere preghiera.

La tua grandezza, o Maria, è tutta qui: sei la Madre di Gesù. Dio si è incarnato e inizia l’opera della redenzione, della salvezza di tutti gli uomini. Si va a Gesù per mezzo Tuo!... Il Rosario è l’arma più potente contro il male e il maligno, fa tremare l’inferno…Noi siamo tuoi figli. Ai piedi della Croce siamo stati affidati a Te; prendici per mano e portaci al tuo Figlio Gesù… Grazie, Maria, perché Ti affianchi insieme a Gesù quando il mio e il nostro carico diventa più pesante… Tu, che sei il rifugio dei peccatori, la Madre dei dolori, aiuta il nostro andare… Nel tuo cuore di mamma vogliamo mettere tutti i giovani. Aiutali a vivere una vita sana, ad avere il gusto della vita e delle cose, a non lasciarsi abbagliare dalle luci del mondo, ma dal Tuo sorriso…Ti affidiamo il mondo intero, tutta l’umanità.

domenica 26 aprile 2009

Dove possiamo incontrare Dio? Nelle nostre chiese...

La chiesa, l'edificio chiesa, in ogni città o paese, fa parte di quel che si definisce patrimonio. Un patrimonio che costituisce la ricchezza turistica di molti luoghi. Non solo per il suo campanile che, a modo suo, richiama il senso delle nostre vite umane orientate verso l'alto. Anche l'interno della chiesa offre, a coloro che vi entrano, un luogo di silenzio, di riflessione, di raccoglimento, di preghiera.

La chiesa è presenza del divino nell'interno delle nostre case. E' segno della presenza di Dio nel cuore di ciascuno di noi? La chiesa è invito ad innalzare al cielo il nostro pensiero, e magari la nostra preghiera. Essa non impone nulla, ma propone un momento di pausa, così necessario nello stress quotidiano. La chiesa è luogo di riunione. Essa accoglie credenti e non credenti. Non fa più differenze fra ricchi e poveri. Testimonia una fratellanza umana al di là delle differenze di classe, di paese, di etnie o di ideologia.

La chiesa è luogo di speranza. Gioisce col bambino appena nato o con l'adulto che si impegna mediante il battesimo. Condivide la felicità dei giovani sposi. Consola coloro che sono in lutto, partecipa al loro dolore. La chiesa è il punto focale del paese o del quartiere nei giorni di festa, nei giorni di commemorazioni, o nei giorni di giubilo.

Non vuol dire essere trionfalistici nel constatare questi ruoli eminenti dell'edificio-chiesa al servizio di tutti. Nessuno può ritenersi proprietario di questo luogo in cui i nostri antenati hanno "collocato" Dio...

Beati i cristiani, se la loro chiesa è un luogo di pace nell'intimo dei loro cuori, un luogo in cui la vita, la gioia, l'amore hanno la meglio sulla morte e la violenza.

giovedì 23 aprile 2009

Non abbiate paura

NON ABBIATE PAURA
Non abbiate paura della vostra giovinezza e di quei profondi desideri che provate di felicità di verità di bellezza e di durevole amore
Non abbiate paura e non stancatevi mai di ricercare le risposte alle vere domande che vi stanno davanti Cristo, la verità, vi farà liberi
Non abbiate paura di proclamare in ogni circostanza il Vangelo della Croce.
Non abbiate paura di andare controcorrente.
Non abbiate paura di aspirare alla santità del secolo che sta finendo e del nuovo millennio fate un’era di uomini santi
Non abbiate paura perché Gesù è con voi.
Non abbiate paura di perdervi più donerete più troverete voi stessi
Non abbiate paura di Cristo, fidatevi di lui fino in fondo egli ha solo parole di vita eterne, Egli non vi delude mai.
Non abbiate paura di aprire le porte a Cristo ! Si spalancate le porte a Lui! Non abbiate paura.
Non abbiate paura di dire si a Gesù e di seguirlo come i suoi discepoli allora i vostri cuori si riempiranno di gioia e voi diventerete una beatitudine del mondo Ve lo auguro con tutto il mio cuore

Giovanni Paolo II

So che non sono molto originale ma queste parole mi paiono bellissime, piene di energia, speranza e gioia.

sabato 18 aprile 2009

La fede, vittoriosa sul mondo

  • Affermare che la nostra fede vince il mondo, come dice San Giovanni, apparentemente non si accorda con la nostra esperienza. La fede è umile fiducia. E se si affermasse in modo trionfalistico, non sarebbe sospettata di fanatismo?
  • Ma su quale mondo bisogna vincere? E in che modo? Quando si contrappone il mondo alla fede, si vuol parlare dell' orgoglio umano che pretende di essere capace di costruire senza Dio, il mondo dei suoi sogni. Si intende parlare dell'avidità che corrompe ogni rapporto. O delle attrattive "mondane" che rendono l'uomo così vano. O, ancora, di quel mondo della paura e della guerra in cui tanti innocenti sono caduti...
  • E' di fronte a questi peccati dell'umanità che la fede in Cristo si eleva. Il cristiano, constatando che "il mondo" ha condannato a morte il suo Signore, non si lascia sopraffare da questo apparente fallimento. Per mezzo della fede, egli va al di là delle apparenze e comprende che la Passione di Cristo (e della sua Chiesa) è la vittoria dell'Amore totale, dell'Amore umile.
  • Chi vive in questa fede non conosce la "depressione" dei due discepoli di Emmaus delusi della crocifissione: "Noi speravamo, ma...". La Resurrezione è luce di fede in un mondo di tenebre. Una fede che, dunque, squarcia il reale per scoprirne il senso. Allora essa è vittoriosa su tutto: sull'angoscia e sulla persecuzione, sulla violenza e sull'ironia, sui pregiudizi e sulle prevenzioni, sulla morte di domani come sui dolori della vita presente. Senza per questo credersi superiori a tutto.
  • Vissuta nella speranza, questa fede è un dono da condividere, non un'ideologia da imporre.

domenica 12 aprile 2009

Buon compleanno, Respons...


Avevamo pensato ad una frase speciale,
ma poi abbiamo capito

che sono le frasi semplici ad essere le più speciali
se dette con il cuore.


Happy birthday, Anna Maria!


sabato 11 aprile 2009

Buona Pasqua

"Se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con Lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più". (Rm 6, 8-9)

Questa certezza pervada i nostri cuori e ci riempia di quella gioia profonda a cui aneliamo con tutte le nostre forze: il Padre fà di noi in questo giorno santissimo, per la potenza dello Spirito Santo, i primi e privilegiati testimoni della Risurrezione del Cristo Signore, speranza certa di salvezza per ogni uomo della terra! Anche noi, non esitiamo a dischiudere i nostri sepolcri ad aprirci alla Grazia, alla comunione con Dio e con i fratelli ... e sarà davvero "Pasqua"!!!

Auguri di cuore!

mercoledì 8 aprile 2009

Giovedì Santo: festa del sacerdozio

Preghiera per i presbiteri - Don Tonino Bello

Spirito del Signore,dono del Risorto agli Apostoli del Cenacolo, gonfia di passione la vita dei tuoi presbiteri. Riempi di amicizie discrete la loro solitudine.Rendili innamorati della Terra,e capaci di misericordia per tutte le sue debolezze.
Confortali con la gratitudine della gente con l’olio della comunione fraterna.
Ristora la loro stanchezza,perché non trovino appoggio più dolce per il loro riposo se non sulla spalla del Maestro.
Liberali dalla paura di non farcela più.Dai loro occhi partano inviti a sovrumane trasparenze.Dal loro cuore si sprigioni audacia mista a tenerezza.Dalle loro mani grondi il crisma su tutto ciò che accarezzano.Fa risplendere di gioia i loro corpi.
Rivesti loro di abiti nuziali e cingili con cinture di luce perché,per essi e per tutti, lo Sposo non tarderà.

Auguri a Don Giuseppe, e a tutti i presbiteri che il Giovedì Santo, in cattedrale,nella Messa Crismale rinnovano le promesse sacerdotali fatte durante la loro ordinazione.Ogni Messa Crismale rende più intensi e veri i legami tra vescovo e preti, perchè non poggiono soltanto sulla simpatia e amabilità affettiva, ma sopratutto sulla forza sacramentale dell'olio consacrato che rende feconde le mani dei presbiteri. Senza Giovedì Santo, non c'è sacerdozio, perchè questo giorno è fatto di grazia che fluisce nella bellezza dei tre olii, che irrorano la chiesa tutta e la profumano.

sabato 4 aprile 2009

Correvano insieme














C'è una corsa nella vita che non è possibile eliminare perché ti avvicina al senso delle cose. Non è una corsa solitaria perché altri, insieme con te, corrono per la stessa ragione: arrivare dove anche tu stai andando. E' più bello correre insieme perché è bello non sentirsi soli! Sentire che la corsa si popola di volti che non hanno paura di cercare, che desiderano, che si pongono domande, volti partiti forse troppo scettici ma che restano attratti e conquistati dalla freschezza e dalla passione dei tanti che incontrano, e che li invitano a non amare troppo le "soste". Al mattino di Pasqua è tutta una corsa: si corre per cercare i segni della Vita, per trovare il luogo dove abita la Vita, perché la vita è proprio così... E allora corriamo insieme incontro a Gesù, al mistero della sua Pasqua, centro della fede dell'uomo. Chi corre insieme diventa attento al cammino dell'altro, impara a riconoscerne i passi, a gioire del cammino di chi gli sta intorno, ad imitarne l'audacia e il coraggio. Chi sceglie di correre insieme potrà condividere le fatiche e moltiplicare la gioia di aver trovato la vera Vita.

domenica 29 marzo 2009

Semina

Semina, semina:
l'importante è seminare,
poco, molto, tutto,
il grano della speranza.
Semina il tuo sorriso
perchè risplenda intorno a te.
Semina le tue energie
per affrontare le battaglie della vita.
Semina il tuo coraggio
per sollevare quello altrui.
Semina il tuo entusiasmo,
la tua fede, il tuo amore.
Semina la tua pace per vedere
sorgere un nuovo orizzonte.
Semina le piccole cose, i nonnulla.
Semina e abbi fiducia:
ogni chicco arricchirà
un piccolo angolo della terra.

domenica 22 marzo 2009

Dove possiamo incontrare Dio? ... Nell' Amore.

L'Eucaristia è il segno e la presenza del divino, per eccellenza. "Questo è il mio corpo", "Questo è il mio sangue", ha detto Gesù sul pane e il vino della Cena. Bisogna fidarsi ancora di quelle parole. Ogni sacramento è un sacramento della fede. Il pane ed il vino eucaristici diventano presenza di Dio solo in colui che crede, vi scopre ciò di cui ha più bisogno; il cibo spirituale che mantiene e fa crescere in lui la fede, la speranza e la carità. La gioia di far parte di una comunità viva, la sensazione di sentirsi abbandonati da Dio quando la depressione incombe, il peso della sofferenza fisica e morale, la gioia del ringraziamento per un beneficio ricevuto... ecco ciò che il Cristo dell'Eucaristia incontra nel cuore di coloro che si comunicano. Comunicarsi vuol dire ricevere Cristo (un diritto che dà il battesimo), ma è anche "spezzare" se stessi (un dovere che scaturisce dal battesimo). Fra il pane di Gesù e il nostro, fra la sua vita e la nostra, c'è un legame tale che noi impariamo a vivere della stessa vita data, spezzata per un mondo nuovo. Il "pane del cielo" diventa strada verso il cielo quando è vissuto nell'oggi dei cristiani, cioè nell'amore fraterno e nella speranza della Resurrezione. Allora, senza sminuire affatto la nostra personalità, accade ciò che l'apostolo Paolo scriveva: " Non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me". E in questa vita, quella dell'ora della domenica e quella delle ore quotidiane, il vangelo salvatore è annunciato a tutti, senza escludere alcuno.

sabato 21 marzo 2009

BENTORNATA PRIMAVERA!

Oggi 21 Marzo comincia la primavera. La stagione più attesa che ci riscalda dopo il lungo grigiore invernale e ci proietta verso la calda estate e le sospirate vacanze. Quella in cui rifiorisce la vita e si risveglia un po’ tutto dal letargo, anche la nostra voglia di uscire e di stare in giro all’aria aperta.
In primavera si risveglia tutto. Perchè il clima diventa più mite e più caldo, la neve (dove c’è) si scioglie, c’è più acqua a disposizione, e tutto questo crea un ambiente favorevole per lo sbocciare dei fiori. E’ il momento per la nuova vita, e anche gli animali (uomo compreso) sentono lo stimolo di darsi un po’ da fare…
Anche le piogge si danno da fare, soprattutto all’inizio della stagione. Quindi non lasciatevi ingannare dal caldo e tenetevi sempre un ombrello a portata di mano.
La primavera è la stagione del risveglio e anche il nostro organismo segue questa regola. Con l’arrivo della bella stagione si verifica un aumento dell’attività funzionale di tutto l’organismo e ciò comporta un maggior consumo di energia che si traduce in un calo di forze. Questi periodi di stanchezza vengono così definiti “stagionali”.
Per attenuare i sintomi di questa diffusa pigrizia si deve in primo luogo seguire uno stile di vita sano. Per questo motivo la dieta deve essere in primo luogo energizzante a base cioè di alimenti ad alto valore biologico e ricchi di proteine come la carne, il pesce e il latte. In secondo luogo deve essere ricca di vitamine. Alcune di queste infatti hanno un elevato potere antiossidante, ovvero aiutano a proteggere l’organismo dalle aggressioni esterne; è il caso delle vitamine C, E e betacarotene o pro-vitamina A. Le vitamine inoltre sono principalmente contenute in alimenti che permettono di seguire una dieta leggera. Esse infatti sono essenzialmente contenute nella frutta e nella verdura, alimenti che non appesantiscono l’organismo, facili da assimilare e che contribuiscono in maniera rilevante ad una sensazione di benessere. Infine, bere molta acqua soprattutto se minerale aiuta ad energizzare le cellule grazie all’apporto di Calcio e Magnesio.
Ecco alcuni suggerimenti:
Consumare frutta e verdura fresche, possibilmente crude.
Privilegiare l’olio per condire, perché ricco di acidi grassi polinsaturi, dalle proprietà antiossidanti. È utile fare uso di spezie quali il timo, la salvia, la noce moscata e l’origano. Gli oli essenziali contenuti in queste spezie infatti contengono terpeni, sostanze che possono influenzare la sintesi del colesterolo e contribuire ad una sensazione di maggior vitalità.
Una colazione ricca di frutta fresca e carboidrati quali pane, fette biscottate, fiocchi di cereali e biscotti secchi.
Uno spuntino a metà mattina aiuta chi soffre di stanchezza nelle prime ore della giornata.

domenica 15 marzo 2009

Dove possiamo incontrare Dio? ... Nel dubbio

Il giorno e la notte, la certezza e il mistero ... Sembra che ogni uomo, nei diversi aspetti della sua vita, si senta diviso tra affermazione e dubbio.
Amare ed essere amato, ecco il grande desiderio degli uomini, ciò che li fa vivere.
Ma è possibile non porsi mai delle domande del genere: - Amo io veramente? - Sono veramente amato? - Queste domande possono sorgere all'improvviso. Allora, il dubbio che si insinua, sembra quasi far parte dell'amore.
Dubbio è una parola che ha una doppia valenza. Essa ha un aspetto negativo: un pò come un verme che rosicchia un frutto all'interno. Cominciare a dubitare dell'altro, delle sue affermazioni, dei suoi gesti di amore, può essere l'inizio di una difficoltà che porta alla rottura. Perchè è difficile vivere a lungo con quel dubbio che peggiora sempre più ...
Ma, stranamente, il dubbio può far crescere l'attaccamento. Si smette di considerarsi come "arrivati". Nessuno è proprietario dell'altro! Nessuno può garantire a se stesso che il rapporto affettivo è, in lui, definitivamente acquisito! In tal senso, grazie al dubbio, è possibile progredire.
Allo stesso modo, il dubbio può avere posto nella fede del credente. Interrogarsi, non fermarsi alla "fede del carbonaio" (invulnerabile perchè sclerotizzata), vuol dire entrare nell'indispensabile ricerca della verità. Quando concerne Dio, la verità non è mai un possesso tranquillo: essa è, nello stesso tempo, luce e tenebre.
Fidarsi della Parola rivelata (che illumina i nostri giudizi e i nostri comportamenti) ci porta anche a sentire che Dio è il Totalmente Altro, che Egli non è "alla nostra portata", che entriamo in un Mistero che ci oltrepassa. E' "la notte della fede", secondo San Giovanni della Croce. Il dubbio, allora, non è una mancanza. Esso non ci porta ad una facile superstizione, ma ci pone meglio all'interno di una fede, che non è più una visione, ma una scelta contro l'assurdo, per il mistero.
I nostri progressi nella fede-fiducia possono essere nutriti dai nostri giorni di dubbio.
Ci aiuta il ricordo di Tommaso, l'apostolo che dubitava e che pronunciò la sua magnifica professione di fede: "Mio Signore e mio Dio!" Ci aiuta ancora di più il ricordo di Gesù sulla croce, che prega: "Padre, perchè mi hai abbandonato?". Al massimo del dubbio risponde il massimo dell'abbandono filiale: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito".

venerdì 13 marzo 2009

GRAZIE

la gioia è uno sguardo al cielo per dire semplicemente ... GRAZIE!

lunedì 9 marzo 2009

Dove possiamo incontrare Dio? ... Nell'amicizia.

Affermare che l'amicizia è la strada verso Dio non è sempre stato così evidente come sembra oggi! L'amicizia appare come l'ideale da perseguire in tutti i rapporti umani.
Non è, forse, ciò che celebra il salmista, quando canta "la dolcezza di abitare insieme"(Sal.133)?
Non è ciò che auspicava il Padre de Foucauld, quando, un secolo fa, volle essere un "fratello universale"? E Cristo, non arriva, forse, a dire: "Non vi chiamo servi, ma amici" (Gv.15,15)? E non ha dato, forse, all'amicizia un carattere di grandissima nobiltà?
Come è dolce l'ncontro con un essere a cui possiamo esprimere il meglio di noi stessi, con il quale possiamo condividere le incertezze e i dubbi, al quale possiamo partecipare le nostre mancanze, senza vantarci ma anche senza abbatterci!
Come è confortante poter fare affidamento sul prossimo!
"Non è bene che l'uomo sia solo": questa frase del Libro della Genesi non richiama solo l'amore tra un uomo e una donna, così bello ma a volte così passionale ed effimero! L'amicizia non implica dipendenza l'uno dall'altro. La parte di segreti personali che ciascuno vuole rivelare all'altro suscita un fremito di meraviglia. Insomma, si instaura un dialogo fra anima e anima...
Ma quando un cuore si apre ad un altro, non è anche un'apertura all'Altro?
A colui che ci annuncia:"Stabilirò in te la mia dimora", a Colui che è il Dio-amico-degli-uomini...

lunedì 2 marzo 2009

Dove possiamo incontrare Dio? ... Nella gioia.

"La verità dell'uomo è la gioia" ha scritto uno psicanalista. E senza dubbio, è facile scriverlo. Ma viverlo, in certe condizioni umane - che sono disumane, barbare - è un'altra cosa!
Riconosciamo, tuttavia, che la gioia non caratterizza sempre i sentimenti abituali degli esseri umani più privilegiati...........
Si constata, spesso, una gioia di vivere in seno a popolazioni schiacciate dalle più gravi difficolà materiali. La gioia, dunque, è una cosa diversa dalla soddisfazione immediata dei nostri desideri di consumatori!
Si parla facilmente della gioia dei giovani sposi. Si è più cauti nel parlare di gioia della coppia.... E se si parlasse della gioia degli adolescenti, oggi, si esiterebbe, quando si sa che alcuni di essi si lasciano prendere dalla disperazione, o dall'odio.....La gioia ha una profondità diversa dalla risata sonora!
La gioia è quel sentimento esaltante che invade la nostra coscienza, è la più grande ricchezza della nostra fede.
Salvo rare eccezioni, non sembra che essa sia costante, dentro di noi. Sicuramente, ci è donata in alcuni momenti privilegiati. In noi, essa è presenza dello Spirito Santo.
L'apostolo Paolo scriveva che essa è "frutto dello Spirito". Noi sentiamo, allora, che non siamo abbandonati nell'immensità dell'universo, ma condotti da un amore grande, quello del nostro Padre dei Cieli. Intuiamo che il male, la sconfitta, per quanto gravi siano, non avranno l'ultima parola, e che il Crocifisso ci trasporta verso l'abbondanza della sua vita risorta.
Quella gioia, nessuno può strapparcela. Essa può essere vissuta in mezzo alle peggiori difficoltà della nostra esistenza. Alcuni sono riusciti a conservarla nei loro cuori fin sul luogo del loro supplizio, fino ai campi di concentramento......
Il cammino verso questa pienezza d'allegria, è la gioia di amare, di essere amati, nella condivisione, nel dono, nella tenerezza. E coloro che amano, anche nei giorni di dolore, scoprono che il Signore "li fa gridare di gioia, a levante, come a ponente" (Sal.65,9).

venerdì 27 febbraio 2009

Dove possiamo incontrare Dio? ... Nell'ammirazione della bellezza.

"L'essere che si meraviglia è bello come un fiore" (Paul Valery). I fiori realizzano il loro essere - effimero, passeggero - aprendosi in una specie di esuberanza di vita. Così un mazzo di genziane sopra una montagna. Così le corolle di tulipani al levare del sole. L'essere dei fiori, è la loro bellezza. Non è definibile con le parole, ma è percepibile mediante i nostri sensi. Perchè la bellezza è la ricchezza, gratuita, dei nostri occhi, delle nostre orecchie; sia che si esprima nella natura, in fondo alle campagne, sull'immensità degli oceani o nelle melodie di un canto d'amore; sia che si sveli su un viso di bimbo, in un sorriso di un uomo o di una donna............

Certo, il nostro sguardo si può fermare all'aspetto estetico, ossia al culto raffinato della bellezza in sè. La materia, allora, non rivela ciò che è: portatrice di un'anima, di un riflesso di infinito, talmente di più di ciò che appare!

Quante donne, quanti uomini potrebbero dire che la bellezza li ha salvati dalla noia del vivere, dalla tristezza del disgusto! E non col farci gustare "il piacere di una piacevole pausa in mezzo ad un universo ostile o ingrato". In realtà, la bellezza ci restituisce a noi stessi.

Essa ci fa vedere il cuore delle cose che troppo spesso, non sono nient'altro che ciò che sono: rumori senza armonia, passioni senza silenzio nè distanza.......tutta una vita che non è vissuta, ma solo consumata! La bellezza, senza dubbio, non salverà il mondo, ma salva noi stessi dal nostro agitarci incapace di meraviglia. Essa può aprire a Dio il nostro sguardo.

E tuttavia, ogni bellezza è fragile. Essa passa come il fiore: "E la rosa ha vissuto ciò che vivono le rose, lo spazio di un mattino...". Anche questa precarietà ha un senso.

Essa ci rivela che lo splendore del bello è una promessa, un viatico sulla strada umana, ma non la via. Solo l'amore........

Lasciarsi toccare dalla meraviglia, vuol dire riconoscere una presenza di Dio in tutta la sua creazione. E così scoprire ciò che è indispensabile per renderci capaci di amare, sapendo che ogni essere è bello, poichè è il riflesso dell'essere. L'amore può durare ( e il perdono può esistere...) solo se l'altro, ogni altro, ci appare bello, anche parzialmente.

giovedì 26 febbraio 2009

Cammino di Quaresima

"Convertitevi e credete nel Vangelo" ci dice Gesù.
- Conversione è un movimento continuo, uno sforzo quotidiano per raddrizzare, per riportare in carreggiata, per orientare verso Dio il corso della nostra vita.
- La quaresima, i quaranta giorni che precedono la Pasqua, è fatta per questo sforzo di conversione: è un tempo in cui ci viene chiesto di rinunciare ad alcune cose per capire il vero valore dei gesti che facciamo e per chiederci chi e che cosa è davvero importante nella nostra vita. A cosa teniamo davvero.
– Allora rinunciare a qualche divertimento per aiutare qualcuno che soffre (vicino o lontano da noi), fare a meno di ghiottonerie varie per dare una ciotola di riso a chi ha fame, togliere un po’ di tempo alla televisione e ai videogiochi per dedicarlo a pensare, a pregare, a dare del tu a Gesù, a stare insieme agli altri nell’amicizia è quello che ci chiede la Quaresima; non per farci soffrire inutilmente, ma per farci scoprire quali sono le sorgenti vere della gioia.
– La Quaresima allora non è un tempo triste, ma una occasione favorevole per ritornare a Dio e riscoprire che lui ci aspetta sempre e che non ha mai smesso di volerci bene”.
Per questa quaresima per rendere visibile questo movimento continuo di conversione vogliamo proporvi il CUORE che cambia, crescendo nell’amore infatti il rosso che ogni settimana avanza sarà il segno del passo in avanti nell’amore di ognuno di noi.

I 4 pilastri della quaresima:
– ASCOLTO E PREGHIERA
- RINUNCIA E CARITA’
– PENTIMENTO E CONVERSIONE
– CONFESSIONE E COMUNIONE

giovedì 12 febbraio 2009

Giornata Parrocchiale Pace e Vita

In risposta all’invito del Santo Padre, ogni anno l’equipe dell’oratorio San Nicola di Marina di Gioiosa Jonica organizza una giornata parrocchiale all’insegna della pace e della vita.
Quest’anno, il primo febbraio, il suono delle campane ha attirato l’attenzione di tutta la comunità a vivere l’eucaristia sullo sfondo di una giornata di festa coinvolgendo tutte le famiglie e i ragazzi del cammino Emmaus.
L’obiettivo di questa giornata di preghiera, vissuta intensamente, è stato quello di stimolare a prendere coscienza che Cristo nostra pace deve essere annunciato con coraggio nelle nostre famiglie, nel nostro paese ed in modo particolare nella nostra comunità.
L’impegno per la pace passa attraverso un’educazione finalizzata a creare relazioni autentiche ricercando vie idonee per essere operatori di pace attraverso i tanti piccoli gesti che caratterizzano la convivenza tra le persone: dal donare un semplice sorriso, al cedere volentieri il proprio posto, dal saper andare incontro all’altro considerandolo nella sua dignità di persona, di fratello nato dall’unico Padre di tutti gli uomini e Padre nostro, al riconoscere l’altro ed accoglierlo partendo da lui per definire noi stessi.
Il nostro mondo ha bisogno di operatori di pace che incarnino le beatitudini, che servano la pace ed educhino a vivere nello spirito delle beatitudini.
Il nostro compito di educatori dell’oratorio è stato quello di organizzare questa manifestazione per sensibilizzare alla pace e trasmettere ai ragazzi ad essere promotori di pace in ogni ambiente, in ogni realtà, a casa, a scuola, per strada, riconoscendo il volto di Cristo sul volto di ogni persona umana, cuore della pace, e costruire la pace nelle concrete, piccole situazioni di conflitto che incontriamo ogni giorno e facendo della pace una profonda ragione di vita ispirata alla radicalità e alla forza del Vangelo e di educare alla pace come atteggiamento di vita come sequela di Gesù “ mite ed umile di cuore”.
La celebrazione si è conclusa, nonostante la pioggia che scendeva incessantemente, librando in volo la tradizionale colomba bianca con una missione speciale: PORTARE A TUTTI UN MESSAGGIO DI PACE E DI VITA.